Se negli Usa a essere messe sotto accusa sono state per prime le importazioni di alimenti per animali domestici, per la presenza irregolare di melamina tossica e successivamente dentifrici, anguille, pesce gatto, ma anche succhi di frutta con pericolosi additivi, in Italia preoccupa soprattutto l'incremento record negli arrivi di concentrato di pomodoro, secondo le elaborazioni su dati Istat nel primo trimestre del 2007. Il concentrato di pomodoro rappresenta, con il 31% in valore, il principale prodotto alimentare proveniente dal gigante asiatico, dal quale arrivano però anche aglio, mele e funghi. Una situazione particolarmente pericolosa dopo che l'Italia, precisa la Coldiretti, non è riuscita a ottenere l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti agricoli impiegati negli alimenti trasformati, nell'ambito della riforma comune di mercato dell'ortofrutta, con la possibilità reale che venga spacciato come made in Italy un prodotto importato. Un insuccesso per l'Italia, dopo che lo stesso parlamento europeo si era espresso a favore dell'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti ortofrutticoli trasformati, al pari di quanto già avviene per quelli freschi.
La conserva di pomodoro interessa 185 industrie di trasformazione, 60 mila ettari coltivati, 7 mila imprenditori agricoli, che producono 44 milioni di quintali. L'Italia è il secondo produttore mondiale dopo gli Usa, ma la Cina ha iniziato la produzione di pomodoro nel 1990 e oggi rappresenta il terzo bacino di produzione dopo Stati Uniti e Unione europea, con un 90% della produzione destinata ai mercati esteri, e in particolare con circa la metà del concentrato esportato in Italia. La produzione cinese di concentrati di pomodoro è localizzata nella regione di Xinjiang, vicino al confine con il Kazakistan.
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| fonte: | ItaliaOggi |
| data di creazione: | 06/07/2007 |
| data di modifica: | 06/07/2007 |