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INTOLLERANZE ALIMENTARI. I test sono tutti inaffidabili?

Hanno fatto molto discutere i risultati di uno studio italiano secondo il quale gli esami non convenzionali come il Vega o il Dria Test sono inutili...

La medicina ufficiale li definisce inutili e inefficaci, eppure ogni anno migliaia di persone si presentano in farmacie, studi e laboratori per sottoporsi ai test non convenzionali per le intolleranze alimentari Si chiamano con nomi strani, come "cito test" e "vega test" e negli ultimi anni si è registrato un aumento sensibile delle richieste. Pare addirittura che circa due terzi delle persone che vanno dal medico per cercare di dimagrire ammettono di aver provato almeno una volta una di queste indagini. Già, perché secondo i medici che utilizzano i test non convenzionali, a fare aumentare di peso potrebbe essere proprio un'intolleranza a uno 0 più Cibi. Una credenza che la medicina ufficiale non conferma, sostenendo che di intolleranze non si ingrassa. A sottolineare la non validità dei test per le intolleranze diffusi dalla medicina non convenzionale è un recente studio pubblicato sulla rivista Medicai Network, periodico del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana (Sumai). Secondo Gianluigi Rossi, allergologo dell'azienda Asl di Reggio Emilia, dall'analisi approfondita della letteratura scientifica sinora disponibile emergono le contraddizioni, terminologiche e concettuali, dei sostenitori di questi test non convenzionali per le intolleranze alimentari. Dopo queste indagini, infatti, sempre secondo quanto si legge su Medicai Network, nel 90 per cento dei casi le persone risultano positive a una qualche intolleranza, diagnosi che in realtà risulterebbe infondata. Lo specialista, in particolare, sottolinea che non esiste alcun esame in grado di valutare la presenza di un'allergia o di un'intolleranza senza aver preso in considerazione la storia clinica della persona. Cosa c'è di vero in tutto questo? Per fare chiarezza, abbiamo cercato di definire la differenza tra allergia e intolleranza, individuato i test tradizionali e quelli non convenzionali che vengono utilizzati più frequentemente e soprattutto raccolto il parere di due esperti. Bisogna distinguere Per allergia si intende una reazio ne esagerata del sistema di difesa del corpo a sostanze che, invece, risultano innocue in condizioni normali. Nella maggior parte dei casi, l'allergia da alimenti è scatenata dalla produzione da parte dell'organismo di particolari anticorpi* (le immunoglobuline E*), che danno vita alla serie di sintomi tipica del disturbo (vedere il riquadro qui a sinistra). Per intolleranza, invece, va intesa ogni reazione avversa che si presenta ogni volta che si ingerisce un particolare alimento o alcuni dei suoi componenti. A differenza delle allergie, le intolleranze non sono causate da un difetto del sistema di difesa del corpo, bensì da difetti enzimatici o dalla presenza di sostanze farmacologicamente attive e naturalmente presenti nei cibi oppure aggiunte per migliorarne il gusto, l'aspetto e la conservazione. Un caso a parte, che non rientra propriamente nelle intolleranze alimentari, è l'intolleranza al glutine, ovvero la malattia celiaca. La celiachia è una malattia dell'intestino che può comparire a qualsiasi età e che SÌ sviluppa a causa di una risposta anomala del sistema di difesa intestinale al glutine, una proteina che si trova nel grano, nella segale e, in minor quantità, anche nell'orzo e nell'avena. La celiachia, quindi, fa parte delle malattie gastrointestinali in cui è coinvolto il sistema di difesa naturale dell'organismo e che spesso sono erroneamente confuse con le allergie o le intolleranze. Da chi andare Quando si sospetta di soffrire di un'ipersensibilità a uno o più alimenti bisognerebbe recarsi da un medico specialista in allergologia per effettuare una visita approfondita. È molto importante che la diagnosi di allergia o di intolleranza sia affidabile, poiché inutili restrizioni alimentari possono alla lunga portare serie conseguenze a livello Sia nutrizionale (malnutrizione e malassorbimento) sia psicologi" CO (malumore, depressione, ansia e stress). Allo stesso modo, scoprire per tempo la presenza di un'ipersensibilità a un determinato alimento consente di ridurre il rischio di shock anafilattico*, la comparsa di disturbi gastrointestinali e l'utii lizzo di farmaci. Gli esami tradizionali Ad oggi, le indagini convenzionali più utilizzate per la diagnosi di allergia alimentare sono: • lo Skin prick test, • i test epicutanei, • il Rast test, • il dosaggio della triptasi, • la diagnosi molecolare, • i test di provocazione. Sulla pelle Lo Skin prick test prevede che sulla superficie interna dell'avambraccio si ponga una goccia di estratto adergenico dei vari alimenti. Con una lancetta viene effettuata una piccola graffiatura della pelle sotto la goccia Dopo circa 20 minuti si procede alla lettura del test. Se in corrispondenza di una goccia si manifesta un rigonfiamento arrossato e pruriginoso significa che c'è una sensibilizzazione a quel cibo. Si può eseguire il test anche con la tecnica del prick by prick: si infila la lancetta subito nel cibo fresco, la si estrae e la si usa sulla pelle della persona I test epicutanei, detti anche "patch test", sono anch'essi esami in cui l'estratto alimentare o l'alimento viene applicato sulla cute integra ma attraverso cerotti. Il tempo di contatto è, in genere, di circa 24-48 ore e la lettura del test avviene dopo circa 72-96 ore. Se la risposta è positiva si forma un arrossamento pruriginoso in corrispondenza della zona in cui è stato posto l'alimento. Questi test possono essere fatti in ambulatorio medico. Con un prelievo II Rast (dosaggio immunoglobuline E specifiche per alimento) è un dosaggio quantitativo degli anticorpi specifici per ogni alimento mediante un semplice prelievo di sangue. Non c'è, però, al momento dimostrazione di una possibile correlazione tra presenza delle immunoglcbuline E specifiche e presenta e serietà dei sintomi da allergia. Sempre attraverso un prelievo venoso si effettua il dosaggio della triptasi, un enzima che viene liberato da alcune cellule (mastociti e basofili) coinvolte nella reazione allergica. I livelli nel sangue di triptasi rimangono stabili per circa 4 ore dopo il rilascio, quindi devono essere valutati subito dopo la comparsa dei sintomi. La diagnosi molecolare viene effettuata sempre attraverso tri ospedalieri specializzati. L'esame mira a diagnosticare la presenza di anticorpi non più verso ogni singolo allergene alimentare, ma piuttosto verso proteine ricombinanti (come per esempio le profilline) che sono comuni a più alimenti e inalanti. Questa tecnologia, però, al momento non sembra ancora così sensibile da poter essere utilizzata nella pratica di routine. La "provocazione" I test di provocazione si possono rendere necessari quando non c'è concordanza di risultato tra ciò che racconta il malato e gli esiti dei test cutanei e dei test di laboratorio. Oggi questi test sono da considerarsi il mezzo più efficace per la diagnosi di allergia alimentare. A seconda del metodo utilizzato l'esame può essere definito challenge test "in aperto", "in singolo cieco" o "in doppio cieco controllato con placebo". Il challenge in apertosi effettua in caso di una storia clinica dubbia o positiva all'allergia e consiste nella somministrazione del cibo in questione preparato nello stesso modo in cui si sospetta che abbia provocato i sintomi e informando apertamente la persona dell'assunzione di questo alimento. Nel test di provocazione in cieco, invece, il malato è ignaro del tipo di alimento che ingerisce al fine d i evitare ogni condizionamento psicologico Nel doppio cieco, infine, anche lo stesso medico che conduce il test non sa se somministra il placebo (una sostanza i n - nocua) o l'alimento di cui si sospetta essere allergico il malato. Anche se la validità di questi test è indiscussa, la loro applicazione è limitata a causa dell'alta probabilità di indurre pericolose reazioni a tutto l'organismo. Per questo, le indagini devono essere effettuate solo presso centri ospedalieri specializzati. Gli esami non convenzionali I test non convenzionali indicati per la diagnosi di intolleranza alimentare sono: • il Vega test, detto anche "Test riflessivo vegetativo", • il test citotossico, • l'Alcat test, • il test Elisa, • il Dria test, • il test muscolare kinesiologico. Come l'agopuntura II Vega test si basa sui concetti dell'agopuntura, secondo la quale ci sono dei punti del corpo fondamentali per l'equilibrio di tutto l'organismo. Tramite un'apposita apparecchiatura, si posiziona sulla mano della persona un elettrodo e si stimolano con gli aghi dell'agopuntura vari punti del corpo, mentre nel macchinario sono posizionate apposite fialette di alimenti e sostanze da testare. Lo strumento, così, registra la reazione e la risposta energetica del corpo a seconda della sostanza testata. In presenza di risposte anomale si avrà esito positivo di intolleranza. Reazioni cellulari II test citotossico è invece un esame effettuato su un campione di sangue della persona, In laboratorio, si pone il campione a contatto con estratti di alimenti e composti in essi presenti (come conservanti, coloranti e così via). L'esito positivo al test avviene quando si osservano al microscopio reazioni anomale (rigonfiamenti) da parte delle cellule del sangue al contatto con gli alimenti. L'Alcat test, come il citotossico, è eseguito su un campione di sangue della persona, ma a differenza di quest'ultimo SÌ mettono a contatto con alimenti e sostanze solo i globuli bianchi* preventivamente selezionati in laboratorio. La reazione di queste cellule viene, poi, analizzata non in modo soggettivo con il microscopio (come avviene nel citotcst), bensì in modo oggettivo con un computer che ne permette la valutazione precisa elaborata in via elettronica, individuando eventuali reattività avverse. Basta una goccia II test Elisa serve a verificare la sensibilità della persona verso ben 113 alimenti e sostanze. Llesame, che si effettua prelevando una goccia di sangue dal pollice, analizza la risposta del sistema di difesa al contatto con numerosi alimenti, / sintomi delle intolleranze interessano stomaco e intestino. identificando e dosando gli anticorpi IgG diretti contro gli antigeni* degli alimenti testati. Il kit SÌ acquista in farmacia con ricetta del medico (ma non è rimborsarle) e il materiale deve essere poi spedito a un centro di analisi. Con l'esame base del kit acquistato in farmacia si ottiene una prima risposta, che può essere solo positiva o negativa, senza indicare di preciso a quali allergeni si è intolleram.i. Se l'esito è positivo e si vuole avere l'indagine precisa da parte del laboratorio per conoscere a che cosa si è intolleranti, il costo finale del test aumenterà in base al numero di allergeni da testare. Sui muscoli Infine, ci sono due test per le intolleranze che si concentrano sulla funzionalità dei muscoli. Il primo si chiama Dria test e si basa sull'emalisi computerizzata dell'alterazione di un riflesso muscolare. Si lega alla caviglia o al polso della persona una cinghia collegata a una cella di carico e a un computer e SÌ valuta la modificazione della contrattura muscolare indotta dal contatto con soluzioni acquose di sostanze alimentari somministrate. In caso di intolleranza, dopo circa 3-5 secondi dall'ingestione della sostanza incriminata, il computer registra un calo della resistenza muscolare. Il test muscolare kinesiologico invece si basa sul concetto che la forza e la stabilità muscolare di una persona possono indicare squilibri e scompensi dell'organismo. Dopo aver somministrato la sostanza sospetta, si chiede di compiere uno sforzo muscolare e ne si osserva la resistenza. In caso di debolezza muscolare, l'esito del test è positivo. Annapaola Medina con la collaborazione del dottor Attilio Spedani, medico specialista in Allergologia e immunologia dinica a Milano e della dottoressa Francesca Puggioni, medico specialista in Malattie dell'apparato respiratorio a Milano

NO «L'unico modo dj affrontare la diagnosi è quella non convenzionale» Attilio Speciani, medico specialista in allergologia e immunologia cllnica a Milano, direttore sanitario Sma (Servizi medici associati) e direttore scientifico Eurosalus «Se la medicina convenzionale fosse in grado di risolvere l'infiammazione di origine alimentare saremmo tutti contenti, ma purtroppo nessuno specialista ambulatoriale riesce a risolvere le numerose malattie "da cibo" con gli strumenti classici. La diagnosi, quindi, deve essere affrontata in modo non convenzionale. Evidentemente, i colleghi che hanno espresso pareri critici non hanno avuto il tempo di aggiornarsi su alcune evoluzioni scientifiche, mentre altre dovrebbero, invece, fare parte da tempo del loro bagaglio di conoscenze. Ormai è documentata a livello scientifico la relazione tra allergie o intolleranze a cibo e malattie come l'artrite e i dolori articolari, la tosse, l'asma e la difficoltà di respiro, il reflusso gastroesofageo, le forme di colite e di malattia infiammatoria del colon (Crohn), la resistenza insulinica e l'aumento di peso. Il medico che non conosce queste realtà o che le rifiuta è sicuramente impreparato a rispondere ai bisogni del cittadino che gli si rivolge. Inoltre, negli ultimi 3-4 anni la conoscenza scientifica sui fenomeni di allergia agli alimenti e sulle cause delle allergie stesse ha avuto un'evoluzione enorme e oggi le allergie alimentari sono divise in allergie immediate (legate alle immunoglobuline E) e allergie alimentari ritardate (dovute a una reazione cellulare, favorita da altri tipi di anticorpi). Una ricerca di sole allergie immediate (con i metodi classici) porta di solito a risposte del tutto prive di significato pratico. Molte allergie e intolleranze alimentari sono oggi legate a fenomeni ritardati, modulati da reazioni cellulari e non da soli anticorpi, come si è creduto per decenni e proprio nelle ultime settimane è stata identificata una "via alternativa" all'allergia classica, che determina gli stessi sintomi, ma che non sarà mai evidenziabile con i classici test. Le diagnosi effettuate fino a oggi sono, quindi, a dir poco incomplete. Alcuni test non convenzionali, come il test Dria, basano la loro ricerca su criteri scientifici, con tanto di pubblicazioni effettuate in ambito internazionale nei congressi mondiali di allergologia e dermatologia. Sono stati studiati per eliminare soggettività e fluttuazioni dei risultati, come l'Alcat che ha superato con la sua tecnica tutti i punti oscuri del test citotossico. Comunque, tutti vengono sempre interpretati nel contesto della storia clinica. Chi si oppone allo sviluppo di questa conoscenza impedirà la comprensione delle vere cause di molti disturbi, favorendo il consumo inutile di risorse economiche e farmaceutiche, negando di fatto ai cittadini una strada di possibile diverso approccio ai loro problemi

SI «I test non. tradizionali sono privi di fondamento scientifico» Francesca Puggioni, medico specialista in malattie dell'apparato respiratorio, consulente presso l'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) «L'interesse per le allergie alimentari è iniziato nei primi anni del 1900. Con il tempo, però, la mancanza di un metodo di diagnosi preciso e obiettivo ha finito per coincidere con un disinteresse negli ambienti scientifici per l'allergia stessa. Questo ha fatto sì che tra le persone si diffondesse tanta, troppa confusione sull'argomento e iniziò a farsi strada la moda di attribuire all'allergia alimentare i sintomi più svariati, come l'aumento del peso corporeo. Così cominciò la confusione in materia, tanto da dare spazio allo sviluppo di un filone di pensiero basato su una definizione di allergia approssimativa e su vari test, giudicati inattendibili dalla medicina ufficiale. L'esito di questi esami, infatti, non può essere considerato valido poiché privo di fondamenti scientifici. Ne è una prova il fatto che se una persona si sottopone più volte allo stesso test può ottenere risultati molto diversi! Senza dimenticare, poi, J la potenziale pericolosità ™ del sottoporsi a un test fasullo: la persona che risulta erroneamente allergica o intollerante può finire per abolire alcuni alimenti dalla propria dieta nella speranza che ciò possa apportare un beneficio, mentre in realtà può mettere in pericolo la propria salute.

I sintomi delle allergie... Le allergie alimentari si manifestano con sintomi che possono interessare vari organi, mentre le intolleranze presentano problemi a stomaco e intestino. I disturbi da allergia alimentare possono essere così distinti SINTOMI ORALI Sono quelli che riguardano gli organi che vengono a contatto con la sostanza 0 l'alimento di cui si è allergici e, quindi, la bocca, la lingua e la gola. In termini medici si parla proprio di sindrome orale allergica (Soa), dovuta al contatto delle mucose della bocca con l'alimento a cui la persona è allergica. 1 disturbi, che solitamente compaiono pochi minuti dopo l'ingestione dell'alimento (talvolta anche 30-60 minuti dopo), sono rappresentati da prurito e rigonfiamento delle labbra, della lingua, dell'ugola e della laringe, accompagnati spesso in quest'ultimo caso anche da tosse, respiro sibilante e disfonia (alterazione del timbro della voce). Possono comparire, inoltre, orticaria, rinite, asma e, nei casi più seri shock anafilattico* ed edema della glottide*. Tra i cibi responsabili ci sono le pesche, le mele, i finocchi, il sedano e le nocciole. SINTOMI EXTRAORALI Una volta avvenuta l'ingestione del cibo allergizzante, questo si lega ad anticorpi specifici (le IgE) presenti sulla superficie di alcune cellule (i mastociti). Questo legame provoca la liberazione di sostanze infiammatorie che, a seconda dell'organo e dell'apparato in cui vengono rilasciate, possono determinare sintomi diversi. In particolare: se la reazione è localizzata agli occhi si possono avere lacrimazione, prurito e congiuntivite; al naso si avrà prurito, secrezioni, starnuti e ostruzione nasale; ai bronchi si potrà manifestare con affanno, tosse, sibili e asma; alla cute si avrà prurito, arrossamento, gonfiori, orticaria, dermatite ed eczema; a stomaco e intestino potranno comparire nausea, crampi gonfiore, vomito, e diarrea. Nei casi più seri, quando la reazione coinvolge tutto l'organismo, si rischia lo shock anafilattico. I... e delle intolleranze I sintomi delle intolleranze alimentari sono concentrati soprattutto a livello di stomaco e intestino. Nel neonato intollerante al lattosio, per esempio, l'ingestione di latte può causare disturbi come diarrea, gonfiore addominale e crampi. Stessi sintomi si possono avere anche nell'adulto, ma nei casi più lievi l'intolleranza può manifestarsi anche solo con un senso di pesantezza dopo i pasti, talvolta accompagnato da lieve nausea e tensione addominale. Solitamente, nelle intolleranze non si ha né prurito né gonfiore delle mucose della bocca. Un caso a parte è quello della celiachia o intolleranza al glutine. La malattia è solitamente accompagnata da diarrea, perdita di peso, crampi addominali, nausea e vomito. Ma a volte il disturbo può rimanere silente o presentare solo pochissimi sintomi per lunghi periodi di tempo.

II test italiano Presso l'Istituto dermopatico dell'Immacolata di Roma è possibile eseguire un test innovativo ed efficace per l'identificazione delle allergie. Si tratta del "microarray proteomico su molecole allergeniche", un'indagine che con una sola goccia di sangue permette di testare contemporaneamente oltre 76 allergeni (tra alimenti e sostanze varie). Il campione di sangue viene messo in contatto contemporaneamente con gli antigeni prodotti con l'ingegneria genetica. In pratica, si ordinano le proteine estratte dagli allergeni che si vogliono testare su un supporto di piccole dimensioni, ognuna in uno "spot" diverso e per eseguire il test basta mettere una piccolissima quantità di sangue nei vari pozzetti e osservare se si verifica o meno una reazione. Il test è basato su una particolare tecnologia di biologia molecolare.
Risolvere il problema Per l'intolleranza In caso di intolleranza alimentare, nelle fasi di manifestazione acuta del disturbo la cura consiste nell'eliminare dalla dieta l'alimento in questione. In genere, però, non è necessario evitarlo del tutto. Anzi, l'assunzione a piccole dosi e controllata del cibo incriminato può aiutare a ridurre le manifestazioni negative. È stato infatti dimostrato che nel caso dell'intolleranza al latte la disponibilità dell'enzima che serve a digerire il lattosio cresce progressivamente con l'aumento della quantità di latte consumato. Se i sintomi dell'intolleranza sono frequenti e disturbano lo stomaco e l'intestino, è consigliabile anche un consulto con un medico specialista in gastroenterologia. Per la celiachia Per il morbo celiaco, invece, è sempre necessario evitare tutti i cibi contenenti il glutine ed, eventualmente, associare una cura a base di farmaci prescritti da un gastroenterologo presso un centro ospedaliero specializzato. Per l'allergia In caso di allergia alimentare, invece, il primo passo da fare è quello di evitare l'alimento o gli alimenti responsabili della comparsa dei sintomi. Esiste, però, il rischio di ingestione accidentale, soprattutto quando la persona mang a fuori casa (in mensa al ristorante) ed «;, quindi, importante che il medico educhi attentamente il malato su alcuni punti fondamentali, come: • leggere in modo corretto e attento le etichette sugli alimenti, • abituarsi a portare sempre con sé tarmaci per contrastare eventuali sintomi improvvisi. In particolare, gli allergici e le persone a loro vicine dovrebbero sempre avere a disposizione l'adrenalina, farmaco di prima scelta per lo shock anafilattico. In questi casi, comunque, dopo un primo rapido intervento con il medicinale è sempre necessario recarsi d'urgenza al più vicino Pronto soccorso.
Per latte e glutine Per quanto riguarda le intolleranze alimentari sono solo due i test ritenuti validi dalla medicina ufficiale: • il breath test per il lattosio: deve essere eseguito presso centri ospedalieri specializzati e consiste nel fare assumere alla persona liquido contenente lattosio e nel farla poi espirare, ogni 30 minuti, dentro una sacca. Se la persona è intollerante, nell'aria espirata si avranno eccessive concentrazioni di idrogeno conseguente a un malassorbimento di questo zucchero; • il dosaggio degli anticorpi IgG e IgA specifici antigliadina (Aga), di anticorpi IgA antiendomisio (Ema) e degli anticorpi IgA antitransglutaminasi tissutate (anti tTG): tramite un prelievo di sangue, si dosano i livelli di queste molecole per poter individuare l'eventuale presenza di morbo celiaco.
I costi degli esami quelli tradizionali SKIN PRICK TEST - PRICK BY PRICK - PATCH TEST: con il Ssn 23 euro; privatamente circa 80-100 euro. RAST: il costo dipende dal numero di allergeni testati. In linea generale, con il Ssn circa 10 euro per allergene testato; privatamente circa 25 euro per ogni allergene testato. DOSAGGIO DELLE TRIPTASI: con il Ssn circa 8 euro; privatamente sui 54 euro. TEST DI PROVOCAZIONE: eseguito solo in ricovero day hospital, quindi gratuito. DIAGNOSI MOLECOLARE: il costo dipende dal numero di allergeni testati ed è rimborsabile dal Ssn solo in alcune regioni. In media, può costare dai 150 ai 300 euro circa. BREATH TEST PER IL LATTOSIO: con il Ssn circa 46 euro; privatamente circa 150 euro. DOSAGGIO IGG, IGA AGA, IGA EMA, IGA ANTI TTG: ognuno, in media, 7 euro con il Ssn; privatamente ognuno costa circa 50 euro. per quelli non DRIA TEST: dai 100 ai 170 euro circa. TEST CITOTOSSICO: sui 150 euro circa. VEGA TEST: dagli 80 ai 150 euro circa. TEST ELISA: il kit di base costa circa 37 euro (per avere solo l'esito generale di positività o negatività al test). Il prezzo finale, invece, può aumentare (anche di molto) se il test risulta positivo a qualche allergene e si rendono, quindi, necessarie indagini successive da parte del laboratorio per l'eventuale diagnosi di intolleranza. ALCAT TEST: il costo del test base è di circa 140-150 euro. Più ricerche portano anche a un costo di 300 euro. TEST MUSCOLARE KINESIOLOGICO: variabile in relazione a chi effettua l'esame. In genere, visita e test possono costare sui 150 euro.
Dove rivolgersi Ecco alcuni recapiti dove potersi sottoporre agli esami tradizionali per la diagnosi d'intolleranza. COMÒ Azienda ospedaliera S. Anna, tei. 031/5851 MILANO Ospedale Niguarda, tei. 02/64441-02/64442777 Istituto clinico Humanitas (Rozzano), tei. 02/82241 BRESCIA Azienda Ospedaliera Spedali Civili, tei. 030/39951 Circa i test non convenzionali per le intolleranze, si possono chiedere informazioni alle farmacie di zona per l'acquisto del test Elisa. Inoltre: AMIKA (Associazione medica internazionale kinesiologia applicata) per avere informazione sui test kinesiologici, tei/fax: 051/6271360, SMA (Servizi medici associati) per conoscere l'elenco dei centri che effettuano il test Dria in Italia (per l'elenco, visitare il PADOVA Azienda ospedaliera, tei. 049/8211111 ROMA • I Di-Istituto dermopatico dell'Immacolata, tei. 06/66461 • Policlinico Umberto I, tei. 06/49971 • Ospedale San Filippo Neri, tei. 06/33061 PERUGIA Azienda ospedaliera, tei. 075/5781 NAPOLI Azienda ospedaliera Antonio Cardarelli, tei. /019774. sito Internet: www.eurosalus. com o telefonare al centro pilota: 02/48008454). Sul sito si possono avere informazioni anche sugli altri test non convenzionali ed è possibile visionare un elenco aggiornato di medici omeopati presenti sul territorio nazionale. LABORATORI DI ANALISI CLINICHE PRIVATI: sono molti i centri di laboratorio che eseguono anche test non convenzionali per le intolleranze.

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autore: Annapaola Medina
fonte: Come Stai
data di creazione: 20/02/2008
data di modifica: 20/02/2008