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Si può vivere senza carne? Sì, ma non senza alimenti di origine animale

Cari lettori, parliamo questa settimana di sana alimentazione. La carne è un alimento fornito dagli animali uccisi o macellati. Il morbo della mucca pazza rischia di rivoluzionare le abitudini a tavola senza produrre effetti benefici, ma solamente una grande confusione alimentare. Ci si può alimentare correttamente senza carne? - La mia risposta è sì: ciò che conta sono le proteine animali. L'ovolatteovegetariano assume proteine animali da formaggi, latte, uova e non ha problemi, soprattutto se integra la propria alimentazione con micronutrienti che possono essere leggermente carenti (come il ferro, la cui migliore assunzione è sicuramente rappresentata dalla carne e che invece non è così abbondante, come comunemente si crede, in alcuni vegetali come gli spinaci). Ci si può alimentare correttamente senza alimenti animali? La risposta è no. In una dieta non vegana, solo il 30% delle proteine deriva dai vegetali. I vegani sostengono che è possibile sopperire al bisogno proteico giornaliero con cereali, leguminose ecc. Purtroppo la cosa non è così semplice, perché, a differenza delle carni, i singoli vegetali non hanno uno spettro aminoacidico completo. Per esempio nei cereali non c'è la lisina, mentre nelle leguminose non c'è la metionina. Occorre pertanto fare un cocktail molto preciso per avere un'alimentazione proteicamente corretta. Inoltre, se le proteine vengono ottenute dalla soia occorre tener conto che, quando il fabbisogno proteico si risolve per oltre il 20% con derivati della soia, s'introducono nell'organismo sostanze che possono inibire l'assorbimento di alcuni minerali come lo zinco. In sostanza ciò che è teoricamente possibile (un perfetto soddisfacimento del fabbisogno proteico) in pratica non lo è, vista la scarsa variabilità nel mondo vegetale di sorgenti proteiche. Vediamo ora la rassegna delle carni. Bovino. La paura della BSE (morbo della mucca pazza) è del tutto infondata. i controlli sanitari sono del tutto sufficienti per garantire tranquillità. Inoltre si considerino due dati importanti: la probabilità di morire di BSE è una su 4.402.000, mentre quella di morire in un incidente aereo è di 1 su 20.000. In Gran Bretagna 190.000 bovini colpiti dal morbo hanno causato in sei anni 80 casi; non esiste ancora una prova scientifica diretta della trasmissibilità da mucca a uomo. Deve esistere una predisposizione genetica e il 62% della popolazione è immune dal contagio. La carne bovina si differenzia a seconda dell'animale macellato. I vitelli sono gli animali di età inferiore ai dodici mesi, mentre i vitelloni superano tale età; per manzo si intende un bovino maschio non castrato o una femmina che non ha mai partorito. La carne di bovino è una carne rossa per la tipica colorazione, dovuta all'abbondanza di mioglobina e di emoglobina. Premesso questo, la carne bovina è molto variabile come composizione alimentare, andando da 92 kcal/100 g per quella magra di vitello a 330 kcal circa per quella grassa di bovino adulto. La carne di vitello è più ricca di acqua, meno calorica, ma meno ricca di proteine. In genere la qualità dipende molto anche dai metodi di allevamento, a volte troppo intensivi e miranti a ottenere la più rapida crescita dell'animale. In teoria la carne di bestie adulte è migliore dal punto di vista alimentare, sopratutto se è magra; la comparsa della BSE (encefalopatia spongiforme bovina) ne ha limitato il consumo, riorientando il consumatore su animali giovani. La carne di bovino è indicata per chi necessita di un apporto di ferro. Cavallo. Rispetto alla carne bovina è meno grassa e più ricca di glicogeno (114 kcal/100 g); comunemente si crede che sia più indicata della carne bovina, ma in realtà la carne di bovino adulto e quella di cavallo si equivalgono come valore biologico (ha solo un maggior apporto di ferro, 3 g circa per ogni 100 g contro 1,8). Suino - La carne di maiale è molto appetibile, ma molti sono i dubbi sul suo impiego. Il problema principale è che le sue proprietà nutrizionali dipendono strettamente dal contenuto in grassi. La variabilità è di gran lunga superiore a quella del bovino, andando da 140 kcal/100 g a circa 400 per le parti più grasse. Sono pertanto da preferirsi le parti magre (filetto o lombata). Chi consuma già insaccati pregiati (prosciutto cotto o crudo) può limitare l'uso della carne di maiale e optare per altre carni. Buona vita alla prossima. giallopomodoro@libero.it
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fonte: La Voce di Romagna
data di creazione: 23/04/2008
data di modifica: 23/04/2008