La salute nella borsa della spesa
Come si comportano le donne al momento di scegliere quali alimenti comprare? Sono consapevoli dello stretto rapporto esistente tra una sana alimentazione e una vita all'insegna del benessere?
Questo articolo è una sintesi ragionata dell'indagine condotta da Onda dedicata a "Le donne e l'alimentazione come strumento di salute per sé e i propri cari" presentata a Milano a dicembre 2009. Per scaricare il documento originale digita www.largoconsumo.info/072010/DOCOnd adonneesalute2009-0710.pdf Ulteriori contenuti presenti nel documento: - estratto dei risultati della ricerca effettuata da Onda - analisi dettagliata dei cluster Per uno sguardo allargato sugli argomenti trattati in questo articolo, vi segnaliamo il seguente Percorso di lettura: www.largoconsumo.info/042009/PL-0409002.pdf (Alimentazione e salute: buone e cattive abitudini di consumo alimentare) "D immi cosa mangi e ti dirò chi sei". Mai detto fu più veritiero, soprattutto se l'assioma viene riferito a una donna. Tradizionalmente più attenta al proprio stile di vita, la donna è spesso responsabile dell'alimentazione personale e dell'intera famiglia. Dal carrello alla tavola, dunque, ha il potere di influenzare l'educazione alimentare di figli e compagni. Ma è consapevole della relazione di causa ed effetto che intercorre tra un'alimentazione corretta e un buono stato di salute? L' Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) ha voluto appurare quanto la scelta negli acquisti dei generi alimentari sia fatta coscienziosamente, indagando le abitudini di spesa e di consumo di un campione di donne italiane. L'indagine, effettuata in collaborazione con il Pastificio Rana , è stata condotta telefonicamente nell'ottobre del 2009 e presentata lo scorso dicembre a Milano. Il campione era composto da 500 donne italiane tra i 30 e i 60 anni, con vario grado d'istruzione e differente stato civile (l'80% è sposato o convivente). Sono madri (69%) o donne senza figli (31%) e, qualora presente, il nucleo familiare è composto generalmente da 3 o 4 persone. In quanto a occupazione, la maggioranza (61%) dichiara di svolgere un lavoro fuori casa. In primo luogo, sono state indagate le abitudini di scelta e di consumo del cibo. Si sono così potuti delineare 4 macro gruppi di donne che si differenziano tra loro per comportamenti nonché esigenze: la "massaia", la "giovane mamma", la "mamma di adolescenti" e la "donna senza figli". Dall'analisi generale si rivela, comunque, che il 60% delle intervistate ha consapevolezza dell'esistenza di un legame stretto tra salute e alimentazione. Una corretta educazione alimentare significa, da un lato, riuscire a calibrare il fabbisogno nutrizionale a seconda delle reali esigenze dell'organismo, dall'altro, sapere distinguere - e dunque sapere scegliere - il cibo salutare da quello dannoso. Gli studi scientifici, in effetti, comprovano che alla base di una vita in salute c'è un'alimentazione equilibrata. «L'assunzione di alimenti influenza le nostre funzioni vitali», afferma Michele Carruba , professore di Farmacologia all' Università degli Studi di Milano e presidente della Società italiana dell'obesità . Per le intervistate, un'alimentazione sana deve essere innanzitutto varia e bilanciata, ricca di frutta e di verdura e pove ra di gra ss i. La ma ggi ora nz a (72%) si dichiara molto soddisfatta del proprio stile di vita a tavola, sebbene desidererebbe poterlo ulteriormente migliorare. Una volta tra gli scaffali del supermercato, ingredienti e prezzo sembrano essere i due elementi ai quali le consumatrici prestano maggiore attenzione: 2 donne su 3 utilizzano la lettura dell'etichetta ingredienti come metro nella scelta di un prodotto. Meno usata, ma altrettanto valida, risulta la tabella nutrizionale: soprattutto possono dissuadere dall'acquisto il contenuto di grassi e di grassi idrogenati (per il 38%), ma anche i conservanti (per il 36%) e i coloranti (pr il 30%). Le donne italiane pongono attenzione anche alla provenienza del prodotto e all'identificazione del produttore: per il 10% di loro la provenienza estera è un deterrente all'acquisto. Il prof. Carruba sottolinea come la lettura della tabella nutrizionale e degli ingredienti aiuti nella scelta di cibi poco elaborati e leggeri. Del resto, qualità e quantità degli alimenti possono determinare stati patologici anche gravi. Il sovrappeso e l'obesità sono le prime problematiche che le intervistate mettono in relazione con una cattiva nutrizione. A incidere notevolmente sulle scelte di spesa, comunque, sembrano essere per tutte due fattori: gli impegni lavorativi e quelli famigliari. Le donne con famiglia a carico sono più accurate nelle scelte alimentari e vi dedicano maggiore tempo, soprattutto quando hanno la responsabilità dei figli. Diverso il caso delle donne senza prole o con impegni di lavoro più consistenti, le quali sembrano meno attente a ciò che ripongono nel carrello. Oltretutto, 1 donna su 4 si dichiara costretta a fare almeno un pasto fuori casa. La predilezione, in ogni caso, va al consumo di verdura e di pasta, con la consapevolezza, invece, che i cibi più dannosi per la salute sono i fritti, i salumi e la carne. Sebbene siano aggiornate, il 76% di loro - ovvero 3 donne su 4 - richiede maggiore informazione e ritiene che a doverla fornire debbano essere la televisione (68%), la scuola (25%) e la stampa (25%); mentre solo 1 su 4 si rivolge al proprio medico o a uno specialista. Bisogno dunque di educazione alimentare? Pare proprio di sì. A tale proposito, il Comune di Milano ha introdotto nelle mense scolastiche una dieta appositamente studiata per i bambini. Mentre nelle scuole materne è stato avviato il progetto "Più frutta, più verdura", con il quale gli alunni vengono abituati a coltivare un piccolo orto. Agendo sui più piccoli è possibile, infatti, infondere uno stile di vita sano che si consoliderà nel tempo anche in abitudini alimentari salutari. ■
Proprietà dell'articolo
| autore: |
Raffaella Quadri
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| link a oggetto originario |
| fonte: |
Largo Consumo
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| data di creazione: |
21/07/2010 |
| data di modifica: |
21/07/2010 |