FIRENZE
Stefano Generali
Alessandro Petrini
Dalla sicurezza alimentare alla pianificazione urbanistica passando per la formazione universitaria e l'abbigliamento. Sono questi i nuovi settori di cooperazione tra la Toscana e la Cina che andranno ad affiancare quelli tradizionali della fornitura e macchine e apparecchi dell'industria e del comparto della moda.
La regione infatti sbarca all'Expo di Shanghai forte di un rapporto di cooperazione già saldo con la Cina e un sistema di scambi commerciali che nel 2009 ha fatto segnare un'impennata del 29,9% dell'export (675 milioni di euro) a fronte di una flessione totale del 9,1% delle esportazioni e di un dato italiano che verso la Cina è cresciuto solamente del 3,1 per cento.
Numeri che collocano la Toscana al quarto posto tra le regioni italiane per valore degli scambi con il colosso asiatico, alle spalle di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna e subito davanti al Piemonte.
E la testa di ponte verso l'Oriente è stato l'ufficio di Toscana Promozione presente a Shanghai con l'obiettivo di avvicinare le Pmi toscane al mercato asiatico. Le aziende toscane sono dinamiche su questo fronte, come le Officine Dorin, azienda fiesolana con 100 dipendenti e un indotto di oltre 250 persone tra fornitori e terzisti, che produce compressori per la refrigerazione industriale. La vera particolarità è che anziché produrre in Cina, dove la manodopera è a buon prezzo, la Dorin produce a Fiesole e vende alle aziende cinesi.
«Siamo sbarcati in Cina circa cinque anni fa - racconta il presidente Mario Dorin, presidente delle Officine Dorin - abbiamo aperto un ufficio vendita a Shanghai e dopo poco un magazzino. Questo ci ha consentito di intercettare prima di tutto un mercato cinese che è in continua crescita: sono le stesse aziende locali che richiedono il nostro prodotto perché sanno che il corrispondente prodotto cinese, che pure non manca, non è all'altezza degli standard qualitativi».
In più stanno nascendo nuove opportunità e il settore del tessile e dell'abbigliamento potrebbe essere il primo in cui sperimentare joint ventures tra aziende italiane e cinesi che lavorano in Toscana mentre a giugno è partito un progetto al quale partecipano cinque consorzi che riuniscono 100 aziende del settore del mobile che ad autunno incontreranno una delegazione di acquirenti cinesi.
È su queste premesse che l'8 luglio si è inaugurato lo spazio espositivo della Regione Toscana al secondo piano del padiglione Italia (resterà aperto fino a domani). Circa 190 metri quadrati concepiti come una piattaforma operativa attraverso la quale porre le basi per lo sviluppo di un vero e proprio partenariato stabile con il paese asiatico per facilitare i rapporti istituzionali ed economici tra le due terre.
E su questa linea Toscana Promozione ha articolato tre assi tematici: da una parte la sanità, la cultura e le tecnologie alternative, portate avanti anche dalle 18 aziende toscane selezionate per la mostra "Italia degli innovatori", dall'altra il piacere e il gusto di vivere.
Intanto la collaborazione porta i primi frutti: a Shanghai nei giorni scorsi sono stati firmati due accordi per portare elettrobus cinesi in Europa. L'intesa ha visto tra le controparti Rama (azienda di trasporto di Grosseto) e la provincia di Grosseto. Alla firma dei due documenti a Shanghai hanno partecipato il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi e la presidente di Confindustria Toscana, Antonella Mansi.
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Foto: Shanghai. Veduta del "Pinocchio world" all'Expo