II packaging e la sicurezza alimentare
«La cultura della sicurezza è senza dubbio un elemento di forte distinzione per le aziende del packaging. E questo non solamente per il fatto che l'Europa ha imposto l'obbligatorietà delle Qood Manufactoring Practicesperi materiali e oggetti destinati a venire a contatto '« con gli alimenti. Se la normativa impone una performance, infatti, l'opportunità per le imprese che operano nel packaging alimentare è andare oltre il benchmark stabilito dalla norma stessa. Ovvero specializzarsi, investire in macchinari e uomini, e quindi in innovazione e formazione, avendo come obbiettivo quello di essere i migliori, sul versante della garanzia della sicurezza». Così Alberto Luca, Presidente e Amministratore Delegato di Lucaprint Group ha aperto, a Cibus 2010, il convegno sul tema della sicurezza degli imballaggi destinati all'industria del food. Relatori della giornata: per Barilla, Maurizio Bonuomo; per Federalimentare, Enrico Marchetti; per l'Istituto Italiano Imballaggio, Marco Sachet; per Coop Italia, Claudio Mazzini; per Lucaprint Group, Andrea Pozzo. Si è parlato di... Tra le varie questioni legate alla sicurezza alimentare Maurizio Bonuomo, Technical Development Packaging Design Et Standards di Barilla, ha voluto porre l'accento su come negli ultimi anni gli alert generati dai materiali di imballaggio abbiano avuto un impatto pesantissimo sulle aziende alimentari, in termini sia di costi diretti, sia di immagine. Andrea Pozzo, Responsabile Sistema Qualità, Ambiente, Igiene alimentare di Lucaprint Group, ha invece preferito parlare di qualità, di certificazioni per gli imballi alimentari e dell'importanza di avere collaborazione e trasparenza tra gli attori della filiera alimentare per evitare che l'alimento sia dannoso per la salute umana. Ad illustrare il perché l'imballaggio alimentare debba essere considerato alla stregua di una materia prima, in ragione delle molteplici funzioni che esso è chiamato a svolgere, ci ha pensato Enrico Marchetti, Area Politiche Industriali di Federalimentare, seguito da Marco Sachet, Direttore Istituto Italiano Imballaggio, che ha spiegato come la cultura della sicurezza alimentare debba coinvolgere tutte le aziende che concorrono alla realizzazione di un pack, dalle materie prime all'oggetto finito, ma anche quelle che producono le tecnologie per stamparlo, formarlo e riempirlo. A concludere l'incontro le parole di Claudio Mazzini, Direzione Qualità, Responsabile Innovazione e Valori Coop Italia: «II tema rischi da packaging è, ormai da alcuni anni, al centro dell'interesse ed occupa una posizione di primo piano nel campo dei "rischi emergenti". La risonanza che recenti alert e scandali hanno avuto sia sulla stampa specializzata, sia sui media, conferma la crescente attenzione verso questo settore, messo a nudo da "incidenti" quali ITX, ESBO, gliceroltricaprilato, ecc. Nella stessa direzione vanno letti gli importanti interventi legislativi compiuti in Italia e nella UÈ. Coop riconosce all'imballaggio - in quanto anello della filiera alimentare - un ruolo da protagonista attivo a cui applicare i medesimi principi di sicurezza degli alimenti, secondo un approccio integrato». La sicurezza dell'imballaggio alimentare è una questione importante che coinvolge l'intera filiera alimentare: ne hanno parlato al Cibus, il salone internazionale dell'alimentazione, Barilla, Federalimentare, Coop Italia, Lucaprint Group e Istituto Italiano Imballaggio.
Proprietà dell'articolo
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| fonte: |
Rassegna dell Imballaggio
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| data di creazione: |
22/07/2010 |
| data di modifica: |
22/07/2010 |